Una parola per questa settimana . . .
Lievito e Tiger Woods
La confessione pubblica di Tiger Woods è stato un momento pubblico di rara autenticità. Che fosse fatto per motivi secondari, come sono in molti a speculare, si vedrà nelle prossime settimane. Però, che il giocatore di uno sport, ritenuto il numero uno di quello sport, lo sportivo che ha guadagnato in dollari più di qualunque altro sportivo di pari talento, osi assumere una tale responsabilità è rarissima se non unica.
Dire le parole:
“ Quella sera Elin non mi ha picchiato: mia moglie ha mostrato grande umanità in tutta la vicenda. Non le sono stato fedele, ho avuto storie con altre donne, l’ho imbrogliata e questo non è accettabile. La colpa è solo mia. Sono l’unica persona da incolpare, non ho vissuto secondo valori in cui dicevo di credere, non ho applicato le regole di cui parlavo, non ho pensato alle persone a cui stavo facendo del male.”
è assolutamente sbalorditivo. Confessare pubblicamente l’infedeltà, il tradimento, l’imbroglio del proprio comportamento e assumersi la propria responsabilità: “la colpa è solo mia”, contrasta radicalmente con molte altre notizie di queste settimane di noti giocatori che non solo ammettono rapporti sessuali libertini ma si vantano del loro comportamento immorale e ne fanno perfino una bandiera di prestigio.
Non credo di azzardare troppo se descrivo il comportamento di Tiger Woods parafrasando le parole dell’ apostolo Paolo quando disse di onorare il Signore con un comportamento “. . . non con vecchio lievito, né con lievito di malizia e di malvagità, ma con gli azzimi della sincerità e della verità” .
Il lievito ha la capacità di trasformare la pasta senza ulteriore manipolazione. Giace nascosto all’interno della pasta e la gonfia in modo irresistibile. E non ci vuole tanto. Solo un po’ e tutto l’impasto ne viene alterato.
Molto probabilmente quando era partito sulla sua strada trasgressiva, Tiger non pensava di tradire sua moglie in modo così triste e drammatico. Si sarà giustificato mentalmente con una parola come ‘scappatella’, forse anche ‘uno strappo alla regola” , per poi dover nascondere sempre più avventure di infedeltà e nascondere un lievito cattivo che infuriava nel profondo della sua persona – un lievito che viziava tutta la sua vita.
Il male è così. Satana inganna la nostra società moderna con questa menzogna: “che il peccato è solo una tantum che sarà subito scusata!” Ma non è così. Tiger lo ammise. Era diventato perfino dipendente del male che rovinava non solo se stesso, ma sua moglie, la sua famiglia, i rapporti con gli amici, gli altri sportivi, i suoi sponsor e perfino il pubblico che credeva in lui.
Il versetto che ho citato relativamente al comportamento di Tiger è preceduto da un altro che dice: “Purificatevi del vecchio lievito, per essere una nuova pasta . . . anche la nostra Pasqua, cioè Cristo, è stato immolato” . Paolo capiva che nell’agnello pasquale, Gesù Cristo stesso, c’è una purificazione, una disintossicazione del male. Le nostre dipendenze, le nostre cattiverie delle quali restiamo spesso schiavi, non regneranno più. La morte di Cristo rende libero. . . solo se si confessano le proprie trasgressioni. Tiger lo ha fatto. Di tali trasgressioni, altri noti sportivi contemporanei fanno un vanto. Ad ognuno la scelta. . . la tua e la mia. Quale sarà?
Pastore Paul Finch
