Una parola per questa settimana . . .

 

 

 

 

                   

Due articoli sui nostri giornali che fanno riflettere

 

Il primo intitolato:

“Alcol alla guida, ‘papessa’ nei guai”

Il secondo:

“L’etica protestante: chi sbaglia (o ruba) non sarà perdonato”

 

Il primo articolo informa il pubblico del fatto che il neo-eletto capo della Chiesa Luterana in Germania (25 milioni di fedeli) , la Signora Margot Kaessmann, era stata fermata per guida in stato di ebbrezza.  L’amara sorpresa si è avuta quando la polizia avendola fermata per aver passato un semaforo fossa ha compiuto l’analisi del sangue ed ha scoperto che aveva superato tre volte il limite legalmente concesso. L’articolo rilevava che la sua patente era stata ritirata ed era in attesa di un’azione giudiziaria.

 

Il secondo articolo, sotto una rubrica “Noi e gli altri”, in sintesi osservava come se questa irregolarità fosse stata compiuta in Italia, la Signora avrebbe potuto beneficiare di un’assistenza sconosciuta in Germania. L’opinionista osservava che all’interno della chiesa stessa avrebbe avuto un apporto religioso: “Ma il papa avrebbe di sicuro perdonato la ‘collega’, come qualsiasi sacerdote cattolico.”  Questo, mentre nella società “nella vita di tutti i giorni, (avrebbe avuto) buoni amici che diano una parolina buona a ‘chi può ’. . .”  In Germania, commentava l’autore del articoletto, le cose stanno diversamente e la Kaessmann si era dimessa dal suo posto, e questa sua azione era in linea con il comportamento di diversi altri tedeschi rei di errori commessi, Johannes Rau, Willy Brandt, e perfino il Cancelliere Helmut Kohl.

 

Gli articoli fanno riflettere. E mentre riflettevo mi sono accorto che il secondo, che amplia il visuale sul primo, non porta il titolo corretto e mi ha indotto a scrivere la seguente osservazione al giornale:

 

“ Egregio direttore,

 

Il titolo “L’Etica protestante: chi sbaglia (o ruba) non sarà perdonato”, (venerdì, 26 febbraio) a proposito della triste faccenda della Signora Margot Kaesmann, che i giornali ironicamente chiamano “ papessa” della Chiesa Luterana, non è esatto. E’ fuorviante.

 

E’ vero, come l’articolo di Giardina sostiene,  che l’etica evangelica riconosce le conseguenze reali del peccato. Le testimonianze da lui citate sono vere. La società protestante vive in un modo diverso da quella cattolica. La Kaesmann stessa si è dimessa. 

 

Però questo non significa “non sarà perdonata”. Se no, dove mettiamo Salmo 1304

“Ma presso di te è il perdono”

o la frase di Gesù alla donna adultera ”Neppure io ti condanno”.

 

Le conseguenze delle nostre azioni restano inalterate. La storia è segnata dal male e non si cambia, ma il futuro è nuovo.  Il perdono è vero. La colpa viene tolta. Il lapidato discepolo Stefano restò morto, ma l’apostolo Paolo, reo dell’omicidio, non visse all’insegna della condanna. Scrisse ai Romani:

“Non c’è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo.”

 

Le conseguenze delle nostra azioni restano, ma la colpa è perdonata. Una verità che trasforma la società come Giardina correttamente osserva.  

                     

                                                                    Paul Finch, Ferrara, 27 febbraio “

 

Questo è il privilegio di chi accoglie nella sua interezza la parola di Dio. Una vita reale all’interno della grazia del Signore. Una vita che ha sperimentato le mancanze e fallimenti, ma che in questa fantastica grazia di Gesù Cristo ora è liberata dalla condanna. Non è stupendo??

                                                                                                  Pastore Paul Finch 


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La Chiesa Evangelica di Ferrara 2009