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Quanta saggezza c’è nella Bibbia! Quale speranza per oggi.
Dall’Antico Testamento si legge:
“I giorni dell’uomo sono come l’erba; egli fiorisce come il fiore dei campi; se lo raggiunge un colpo di vento esso non esiste più e non si riconosce più il luogo dove era. Ma la bontà del Signore è senza fine per quelli che lo temono e la sua misericordia per i figli dei loro figli.” Salmo 10315-17
Con eleganza il salmista invita ognuno di pensare alla propria vita. Ognuno ha una bellezza propria. Ognuno è delicato, colorato, bello come un fiore di campagna o di montagna. Però, egli avverte, non avrà lunga vita. In agguato c’è il vento, una pioggia dirompente, oppure un temporale che lo spazzerà via. E che cosa resterà? Niente.
Non piace pensare che nulla rimane delle nostre vite. Preferiamo pensare di vivere a lungo e non morire. Piace sperare che il frutto della nostra vita resterà per essere goduto dagli altri. Ma Davide, il salmista, ci avverte che non sarà così. La memoria umana è troppo breve e di fatto “...non si riconosce più il luogo dove era.”
Che sia vera ne testimoniano i tanti monumento che costruiamo per cercare di ricordare i fiori più belli dell’umanità. Al centro della Piazza Ariostea a Ferrara c’è un’altissima statua creata in onore di Ludovico Ariosto in occasione del quarto centenario della sua morte. Non molto lontano si può anche visitare la casa dove abitava. La strada porta il suo nome: Via Ludovico Ariosto.
Ma degli altri uomini che hanno vissuto allo stesso periodo? Negli anni 1474-1533 quanti ferraresi vissero nella stessa città con lui? Quanti italiani al contempo ai ferraresi? Quanti europei contemporaneamente agli italiani? Quanti altri uomini attorno al mondo intero? E quanti hanno vissuto prima e dopo quegli anni . . . ma questi non sono minimamente ricordati!
E’ vero, l’uomo passa. La sua vita è come il delicato e bellissimo fiore dei campi che quando passa viene dimenticata.
Però lo scrittore biblico ce lo dice non per scoraggiarci ma per affermare che anche se l’uomo è mortale, il Signore non lo è e le sue attenzioni sono rivolte a quelli che guardano a lui. Questi hanno riconosciuto la fragilità della loro vita ed invece di vivere all’insegna del timore della morte, si rivolgono a Lui.
La saggezza del Signore è un invito di non vivere nel tentativo di conservare se stessi o preservare forme di mantenimento della propria memoria (e non posso non pensare all’americano il cui corpo è preservato in una cella frigorifera per il giorno che sarà scoperta la cura della malattia che gli tolse la vita!).
L’unico rimedio contro il passaggio del tempo e la fragilità della vita e di collocarsi saldamente all’interno dell’amore del Creatore stesso. Ai miliardi di persone che oggi esistono sulla terra, questi bellissimi fiori fantasiosi e colorati, l’invito è di aprirsi al Creatore e celebrare la Sua grandezza.
Il Senatore Ted Kennedy, grande uomo di stato americano è stato sepolto con grandi onori sabato 29 agosto ’09. Una lapide lo ricorderà nel cimitero di Arlington, ma dei milioni morti in modo ignorato in Africa, nel medio-oriente, Asia e attorno al mondo non rimane memoria.
A ciascuno Dio propone una saggezza meravigliosa - rivolgersi a Lui per abbracciare e ricevere quello amore che non viene meno nemmeno quando i nostri giorni finiscono! (Pastore Paul Finch)
