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“…così morirono davanti al Signore” – Levitico 102

 

Potrà sembrare strano però non c’è cosa che può rendere più dolce la morte  che le ultime 3 parole di questo versetto;

“davanti al Signore”!

 

La morte, quando giunge ad un essere umano, è sempre una realtà brutale e angosciosa. Significa che si è arrivati  al punto di non ritorno!  Sia essa il traguardo  alla fine di una malattia infausta che si è protratta in modo inesorabile  per  mesi oppure la tragedia di un incidente stradale, la morte è irreversibile, definitiva, la fredda conclusione di una vita. Irrompe come con violenza e stronca ogni altra opzione

 

Ma le 3 parole di questo versetto, ‘davanti al Signore ’ comunicano un senso di qualcosa che  ha il sapore di voluto, qualcosa di intenzionato e non casuale. Noi  uomini ignoriamo l’ora ed il giorno nostro trapasso, e questo lo sappiamo, ma altrettanto sappiamo che non è così per il Signore. Egli lo sa! E nel caso di questo particolare versetto non solo “sapeva” della morte di Nadab e Abiu, l’aveva causata!

 

Questo due uomini erano figli di Aronne che erano appena stati consacrati come sacerdoti. Avevano dei compiti precisi da compiere all’interno del Tabernacolo – la bellissima  “Tenda/Tempio” per Israele mentre viaggiava verso la Terra Promessa. Tra le altre responsabilità c’era quella di tener acceso il sacrificio del Signore e di curarlo in modo che non si spegnesse mai: “Il fuoco deve essere mantenuto sempre acceso sull’altare, e non lo si lascerà spegnere.” (Levitico 66). Per questo motivo è molto inusuale leggere all’inizio del capitolo 10 che questi due figli di Aronne, consacrati di recente come sacerdoti,

“…offrirono davanti al Signore del fuoco estraneo,

diverso da ciò che il Signore aveva ordinato. . .”

 

Ed è proprio per questo motivo che leggiamo la conseguente punizione da parte di Dio. “Allora un fuoco uscì dalla presenza del Signore e lì divorò”.

 

Fu una morte inattesa, violenta e tragica! Non era una morte casuale. Fu in conseguenza della loro disobbedienza che  Dio tolse loro la vita come punizione.

Se il brano non avesse queste tre parole, “davanti al Signore”, la loro morte avrebbe senz’altro lo stesso significato e la stessa freddezza. L’informazione della punizione ci sarebbe tutta. Poiché queste tre parole sono state inserite, comunica una grande attenzione da parte del Signore. Egli agiva severamente nei loro confronti . . . ma era Lui a farlo! E come noto, quando la morte è orchestrata dal Signore, in modo così drammaticamente chiara, non posso urlare a Dio la frase che facilmente sentiamo:

“Dio dove eri quando queste persone sono morte?”.

No, il Signore c’era. Egli era molto presente.

 

Il senso della morte di questi due uomini indica una chiara volontà da parte del Signore di comunicare che le sue parole non sono frivole e superficiali. Sono vere. Quando Egli, attraverso la bocca di Mosè aveva loro detto:

“osserverete il comandamento del Signore affinché non moriate” (Levitico 825)

non parlava con leggerezza.

Forse oggi, più che mai, c’è la necessità di parole che non siano frivole né false. C’è un posto per lo scherzo e la battuta, ma nelle nostre comunicazioni normali, è molto bello quando sappiamo che chi ci parla dice il vero, che non mente, che non usa nemmeno una ‘bugia bianca’!

 

La severità di Dio, in fondo, è una severità dolce. Invece di sorvolare l’episodio, di ‘non vederlo ’ come il buon vigile che sorvola certe infrazioni nostre, il Signore vede e mantiene la Sua parola.

Vede, interviene, e tutto avviene “davanti al Signore”.

 

Caro lettere, non c’è una vita più bella di questa – di vivere e morire “davanti al Signore”. E le promesse che Egli ci ha dato nella Bibbia invitano a godere una sicurezza che nemmeno la morte può minacciare!

                                                                    Pastore Paul Finch

 


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La Chiesa Evangelica di Ferrara 2009