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Terremoto a Haiti – le primissime necessità sono di mezzi
“Search and Rescue”
Mentre le prime immagini del tragico terremoto dimostravano scene di immane sofferenze, e di volta in volta i telecronisti interpellati descrivevano lo scenario dell’ennesimo disastro che ha colpito Haiti, queste due parole venivano ripetute: “Il nostro bisogno primario è per mezzi di “Search and Rescue”. Vedevamo cittadini tentare di scavare tra le macerie degli edifici crollati con le proprie mani. Ma quanto poteva fare lo zio, il vicino, l’amico solitario per estrarre dai resti di un palazzo totalmente ceduto alle scosse tremende del terremoto? Si comprendeva subito che si volevano mezzi capaci di spostare una montagna di rovin. Ci volevano strumenti capaci di “Search”, cioè di ‘vedere-sotto-il-cumulo’ di detriti. E poi, se si avesse potuto individuare la presenza di un ferito o persona intrappolata, ci voleva il macchinario capace di sollevar quella massa. Le mani non potevano bastare. Servivano mezzi pesanti per effettuare il “Rescue”.
Non ci voleva tanto per capire l’importanza di mezzi forti, capaci di “search”, cioè di trovare chi aveva miracolosamente sopravvissuto il disastro lasciato dal terremoto, e poi dei macchinari capaci di tirarlo fuori, di effettuare un “rescue”, cioè un salvataggio. Nelle primissime ore dopo il disastro, era chiaro che il bisogno primario era per mezzi capaci di intervenire per trovare e salvare chi restava ancora sepolto sotto le macerie con una lume di speranza di vita.
Mentre assistevo alle scene che scorrevano attraverso lo schermo televisivo ed immagazzinavo le frammentarie informazioni disponibili, quelle due parole diventavano la chiave per le mie preghiere per l’isola. Il tempo passa rapidamente per tutti, ma per trovare un ferito che ha ancora una piccola speranza di salvataggio, il tempo è molto breve. Quanto ore? 12, 24, 36? Non si sa. Però si sa che se i tempi sono troppo lunghi, la speranza cala e le risorse umane anche del più forte si esauriscono. Mentre assistevo allo scenario commuovente delle conseguenze del terremoto sull’isola Haiti, pregavo che mezzi di “Search and Rescue” sarebbero presto arrivati e messi in azione.
Probabilmente la risposto sollecitata nel mio cervello e dal mio cuore da queste due parole non deriva solo dalla necessità che di dispiegava davanti ai miei occhi sullo schermo della mia televisione. Queste sono le stesse parole che io associo alla venuta di Gesù Cristo! Solo qualche giorno fa è stato celebrato natale, il ricordo della venuta del Figlio di Dio, e se io devo verbalizzare il motivo per il quale Cristo è venuto, userei la frase “Search and Rescue”.
E non sarebbe la mia immaginazione a suscitare questa identificazione!
Gesù lo disse di se stesso!! Disse ad un raccoglitore di tasse di nome Zaccheo: “. . .
il Figlio dell’uomo è venuto per cercare e salvare ciò che era perduto”!
E Gesù pure usò anche l’immagine di un pastore che cerca una pecora smarrita per descrivere la sua venuta. Nel Vangelo di Luca, ad una folla di religiosi ed intellettuali critici del suo modo di fare spiegò loro come un vero pastore non si accontenta di 99 pecore che sono sani e sicuri nell’ovile. Egli appassionatamente ricerca quella che manca all’appello ed esce in una missione di totale dedizione, di “search and rescue” – fin quando non la trovi! E’ talmente contento che quando giunge a casa con la pecora sulle spalle chiama tutti a festeggiare con Lui.
Le parole “search and rescue” – “cercare e salvare” sono le parole attuali per il nostro mondo. Sono drammaticamente importante per l’isola di Haiti in queste prime ore dopo la tremenda scossa che ha sconvolto la capitale Port-au-Prince, ma sono le parole sempre vere per la nostra umanità perchè Gesù è venuto per cercare e salvare – “search and rescue” chi è perso.
A distanza di 36 ore, il telegiornale dimostrava una bambina che era stata miracolosamente estratta ancora viva dal cumulo dei resti della casa di sua famiglia. Un giornalista che passava aveva sentito il suo pianto ed ha trovato un modo per salvarla. Quanto è bello quando Gesù Cristo trova uno che è perso e lo salva. E Per Gesù Cristo nessuno è mai troppo perso. Nessuno. Da un ladro in croce ad un donna ammalata ed incurabile, Gesù cerca e salva. Rivolgiti a Lui e contattateci pure anche noi! Le informazioni su questo sito valide e noi disponibili!
Pastore Paul Finch
