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Dio è un despota, meschino, e grottesco come quest’insegnante brutale?

 

 Questo  tre parole, ‘despota, meschino, grottesco ’,   mi sono venute in mente in seguito alla lettura di una lettera pubblicata sul giornale Resto del Carlino questa settimana. Era il titolo ad incuriosirmi: “Maestri severi. Io dal mio ho subito solo umiliazioni”. Da uno sguardo veloce alla lettera se ne capiva chiaramente il motivo dell’uso della parola “umiliazione”. L’autore della lettera scriveva: “Il maestro. . . prendeva il mio compito e cominciava a leggere e ad evidenziare, tra le risate dei miei compagni, gli errori, poi gli assegnava il voto con il seguente sistema; partiva scrivendo un 10 alla lavagna; al primo errore con un tratto di gesso lo annullava e scriveva a fianco un 9 e così via fino allo zero e poi continuava con il doppio zero, con il doppio zero spaccato, sempre in un crescendo di risate. Poi passava anche ai ceffoni e alle bacchettate.”  Davvero umiliante, proprio come il compagno di mia figlia quando, nella scuola elementare, la maestra scriveva in grande,  su un cartellone che doveva portare al collo per i corridoi della scuola: “Io sono un asino”. 

 

Questa non è disciplina – è umiliazione da parte di uno che di insegnante sa solo la parte della conoscenza e non quella della comunicazione! Cosa può motivare una persona ad un tale comportamento tragicamente imperiosa? E’ un despota, che vuole prevaricare su uno che non può nulla nella propria difesa? Trovavo una profonda ripulsione per un simile comportamento:  nemmeno la parola “meschino” è sufficientemente spregevole per descriverlo. E’ un modo davvero “grottesco” di imporsi, di inferocirsi, e tiranneggiare su uno molto più giovane e piccolo.

 

Poiché in questo periodo sto leggendo molto nell’antico testamento, mi sono chiesto se queste 3 parole: despota, meschino, grottesco non vengono spesso trasferite ed attribuite anche al Signore? Mi sono domandato  se la mente, quando l’occhio cade su certi brani, influenzata da certi esempi attorno a noi, non immagina un Dio terribile e tremendo?

 

Può darsi. Ma se così fosse, sarebbe un errore enorme! Si attribuirebbe al Signore proprio il contrario di ciò che Egli è in verità – il Maestro che corregge con il profondo desiderio di istruire ed impartire un miglioramento benefico dove prima c’era stata solo l’errore, il disordine e la ribellione. Colpisce tanto la pazienza del Signore che disciplina la voluta disobbedienza. E’ interessante notare che per ben 4 volte in un solo capitolo (Levitico 26 – 3° libro nella Bibbia) il castigo di Dio continua con la speranza di un recupero (v18,21,23, e 27)!

 

Questa è in perfetta linea con ciò che Dio dice di se stesso quando dice: “Dio vi tratta come figli: infatti, qual è il figlio che il padre non corregga?” (Ebrei 12:7 nel Nuovo Testamento) Già! Ecco il punto. Non un Signore despota, meschino e grottesco, ma un Padre che con amore insiste nell’applicazione di un castigo perchè “. . . producaun frutto di pace e di giustizia in coloro che sono stati addestrati per mezzo di essa.”

 

 Proprio in questo periodo di Pasqua quando in tanti ricordiamo l’immane sofferenza di Cristo, come possiamo permettere che parole così forti distorcono l’immagine che abbiamo di Dio? Sbaglieremo, e non di poco, se pensassimo al Signore con aggettivi così inappropriati!! Il Signore non è despota, ma il Creatore Sovrano che disse del suo mondo: “è buono” (Genesi 1 – il primo libro nella Bibbia) La Pasqua stessa illustra una generosità che non ha pari nella storia dell’umanità: “Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il Suo unigenito Figlio affinché chiunque crede in lui non perisca ma abbia la vita eterna!”  No, questo non è il comportamento di uno meschino o perfino grottesco. E’ assolutamente il contrario!! L’apostolo Paolo era talmente travolto dall’amore di Dio che osservò in una sua lettera (quella ai Romani in capitolo 8:32): “Colui che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha dato per noi tutti, non ci donerà forse anche tutte le cose con lui?”

 

Caro lettore, davanti a situazioni che non comprendiamo facilmente sottovalutiamo l’amore del Signore. Non cadiamo in questo errore. Questa Pasqua, gustiamo l’amore di Dio come mai prima!!  Inchiniamoci davanti al Re dell’amore, il Signore della compassione, e Dio di misericordia con profonda gratitudine per una simile bontà all’umanità!! 

                                                                Paul Finch, Pastore

 

 


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La Chiesa Evangelica di Ferrara 2009