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Due storie di una pazienza che è premiata

 

Non so perchè , ma mi sono tornate in mente due scenari molto simili, che riguardavano due fratelli, ma con reazioni e risposte sorprendentemente diverse!

 

Nel primo ricordo il figlio che era appena partito (nel buio totale di una notte oscura!) rientrava alla residenza in montagna per cercare un bullone (una specie di chiave speciale),  della ruota della sua fuoristrada. Si era ricordato di non averlo messo via dopo aver cambiato la ruota e tornava per riprenderla. Anche se faceva tardi, era partito per essere in città per il lavoro la mattina dopo, ed  aveva tutta la famiglia a bordo.

 

Subito inizio la sua ricerca nel garage, nel fuoristrada stesso, nell’entrata del garage per questo “bullone” (che io non capivo nemmeno cosa fosse!). Alla fine prese una torcia e si avvio lungo la strada non asfaltata, cercandolo. La famiglia, restata a bordo del veicolo, sopportò con grande pazienza questo episodio sconveniente. I bambini cominciavano a dormire e la mamma si intratteneva con la suocera mentre suo marito sembrava perso nel buio totale della foresta sotto un cielo stellato. Non mi ricordo dopo quanto tempo, forse mezz’ora, forse qualcosa in più, ma a mia totale sorpresa tornò raggiante John con il bullone in mano. Lo aveva trovato, in punta di una curva, dove non avendolo staccato prima dalla ruota, era venuta via per lo sforzo sulla ruota della curva. Era felicissimo. Aveva trovato quello che cercava.

 

 La mattina dopo, mentre facevamo colazione, uso fratello comparve in cucina con il viso sconvolto perché  lui aveva perso il suo portafoglio. Così iniziò un’altra grande ricerca. Questa volta sapevo cosa si cercava e ne capivo il valore perchè qual portafoglio aveva molti soldi del suo stipendio dentro! C’era pure il vantaggio di mettersi alla ricerca in piena luce e così per un’ora e anche di più si cercava su e giù per il portafoglio. Non trovandolo, alla fine, nonostante la somma ingente di denaro,  rinunciava. Il dispiacere era enorme, ma davanti alla perdita cosa poteva fare? Aveva cercato dappertutto, e senza successo. L’unico percorso che gli sembrava attualizzabile era la rinuncia.

 

Ma la mamma, no. La nostra amica, Patrizia,  insisteva e per due ore continuava a frugare in alto, in basso, e letteralmente ‘ovunque’ – e meno male, perchè incredibilmente trovò il portafoglio nella spazzatura sotto il lavello in cucina! Quanta gioia! Una grossa cifra di denaro era stata trovata, nel posto più impensabile, ma la sua perseveranza era stata premiata.

 

Mentre riflettevo ieri mattina su questi due episodi –  capitati per caso nel giro di poche ore alla stessa famiglia, ammiravo tanto la perseveranza del figlio più grande e della mamma. Il figlio più piccolo (se un figlio oltre ventenne è ancora piccolo?!) incredibilmente  rinunciò – anche se la cifra era notevole! Il fratello che cercava una sciocchezza e la mamma che cercava qualcosa di non suo, non rinunciavano. Insistevano, non rinunciavano, e la loro perseveranza era premiata con il successo.

 

Sono stato toccato da questo ricordo perchè io so che questo è il tipo di perseveranza che Dio ha per noi! Quando Gesù, si riferì a cose perdute nelle 3 parabole nel Vangelo di Luca 15, non fa altro che illustrare quanta pazienza il Signore ha per cercare chi è perduto. Quanto gioia c’è quando ciò che è perso viene ritrovato.  

Molte volte si pensa che Dio vuole solo chi è buono e non perso. Ma è proprio l’opposto!  

 

Se tu hai smarrito la tua strada e ti sei perso, torna al Signore .

                                                                                   

                                                                           Paul Finch, Pastore

 

 


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La Chiesa Evangelica di Ferrara 2009