Archivio articolo 30

 

Il Signore è il mio pastore,

“Nulla mi manca. . . ” 

 

La settimana scorso ci fu un inserto nel quotidiano della nostra città dedicato alla prosperità degli ultimi 10 anni. A livello mondiale, l’inserto rivendicava e dimostrava con una serie di articoli, che non c’è mai stato un benessere così diffuso. Certo, esistono ancora zone di angosciosa povertà, ma in termini globali, l’umanità ha beneficiato di educazione, di salute, di accesso ad assistenza sanitarie, di case e strade e mezzi di comunicazione, mai sperimentato dall’Uomo nella sua breve storia.

 

E’ questo il significato delle 3 parole che, nel Salmo 23, seguono le prime 6: “Il Signore è il mio pastore”? Queste 3 semplici parole significano che chi appartiene al Signore non sperimenterà mai difficoltà? Il gregge del Pastore è paragonabile all’umanità che gode un specie di immunità dai mali e disastri che nel passato, anche recenti, si sono abbattuti su grande parte del nostro pianeta?

 

Chiaramente no. La Bibbia stessa narra di molte situazioni di difficoltà, fisica, emotiva, mentale e spirituale. Giobbe è probabilmente in cima alla lista, ma anche persone di grandi qualità spirituali come l’apostolo Paolo parlano di situazioni molto traumatiche. Ad esempio, quando l’apostolo Paolo scrive delle sue difficoltà l’elenco è impressionante:

 

“Dai Giudei cinque volte ho ricevuto quaranta colpi meno uno; tre volte sono stato battuto con le verghe; una volta sono stato lapidato; tre volte ho fatto naufragio; ho passato un giorno ed una notte negli abissi marini. Spesso in viaggio, in pericolo sui fiumi, in pericolo per i briganti, in pericolo da parte dei miei connazionali, in pericolo da parte degli stranieri, in pericolo nelle città, in pericolo nei deserti, in pericolo sul mare, in pericolo tra falsi fratelli; in fatiche e in pene: spesse volte in veglie, nella fame e nella sete, spesse volte nei digiuni, nel freddo e nella nudità. . .” (Nuovo Testamento: 2 Corinzi 11:24-27)

 

Come comprendiamo le parole “nulla mi manca” di una simile lista? E’ una promessa falsa? E’ un’idealizzazione del Cristianesimo che non trova un vero riscontro nella realtà umana?

 

E’ l’apostolo Paolo stesso ad indicare il giusto modo di capire questa bellissima frase perchè lui stesso scrive, in un’altra lettera,

 

“So vivere nella povertà e anche nell’abbondanza; in tutto e per tutto ho imparato a essere saziato e ad aver fame; a essere nell’abbondanza e nell’indigenza”

(Nuovo Testamento: Filippesi 4:12)

 

Non sono le cose che uno ha o non ha che sono la misurazione di una mancanza o meno! E’ la presenza del Pastore ad essere il fattore determinante. E’ questo che gli permetti di scrivere:

 

“ Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica” (v13).

 

Il nostro giornale descriveva un benessere diffuso nel mondo che non era mai stato goduto dall’umanità e che in fondo era molto fragile e parziale! Davide, il salmista, descrive un privilegio di chi appartiene al Signore nonostante la fragilità umana! Le prime parole di Salmo 46 sono sue: “Dio è per noi un rifugio e una forza, un aiuto sempre pronto nelle difficoltà: Percò non temiamo se la terra è sconvolta. . .” no è sicuro: “Nulla gli mancherà”

 

Caro lettore, non c’è nulla di più bello che sapere che il Buon Pastore è con noi!

Ciò che promette, manterrà!!  

                                                                                  Paul Finch, pastore

 

 


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La Chiesa Evangelica di Ferrara 2009