Archivio articolo 33

 

“Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei alcun male, perchè tu sei con me, il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza”

                                                                                                              Salmo 23:4

 

Credo che molte volte la rassicurazione di questo brano è talmente bella che non vediamo esattamente cosa dice.

 

Qual è la promessa esattamente? E’ la presenza del Signore accanto a noi quando nella vita dobbiamo affrontare la morte. Che sia la nostra o di una persona cara, l’esperienza è sempre una di una valle e non della cima di una montagna. Quando dobbiamo accompagnare una persona che ha una malattia terminale, oppure quando viviamo la tragedia di un parente tolto a noi da un grave incidente, siamo in un momento di profonda tristezza. La valle di lacrime ci è molto familiare. La promessa della presenza del Signore con noi in quei momenti è profondamente rassicurante.

 

Mentre il testo offre questa grande e grandiosa speranza, non dice che non piangeremo. Non dice che la sofferenza non ci sarà. La garanzia della presenza del Buon pastore non è una promessa che non si soffrirà. La protezione promessa non è contro il dolore ma contro il male.

 

Quando avvengono questi momenti di profonda angoscia umana nelle nostre vite e il nostro spirito è abbattuto, la promessa è della presenza del Signore accanto a noi, con il suo bastone e la sua verga, per proteggerci dal “male”. Infatti, Satana cerca proprio quei momenti di fragilità umana per cercare di infliggere colpi mortali alla nostra vita cristiana. Se riesce ad proporci pensieri menzogneri come: “vedi, Dio non ti ama!”, oppure, “guarda! Che Signore è questo che permette un simile disastro? Vedi che non è un vero Dio di amore!”. Qualche volta c’è perfino il pensiero: “Non vedi che il Signore ti sta punendo? Non vedi che tu non meriti di meglio e che Lui ti sta castigando perchè non hai. . .ecc.” Questi sono gli attacchi del male!

 

Quando gli Israeliti furono liberati in modo incredibile dal Egitto attraversando il mar Rosso, alla prima mancanza di acqua ed il cibo scarseggiava, cose facevano? “Tutta la comunità dei figli di Israele mormorò” (Es 16:2a) Invece di continuare a celebrare l’immensa e l’inaudita vittoria sull’impero egiziano, brontolava! Invece di esaltare le impensabili dimostrazioni di potere che Dio manifestò a tutti quando fece soffrire Egitto con le dieci piaghe (dieci – non una o due!), alla prima sofferenza deducono che il Signore non è con loro e che sarebbe stato meglio non uscire dall’Egitto!

 

Quale menzogna! Quanto è grave questo male! E’ tragico leggere come una sofferenza induca a pensieri di abbandono e di attribuire al Buon pastore cose mai promesse e di dire delle cose bruttissime: “Fossimo pure morti per mano del Signore nel paese di Egitto”.

 

Carissimo lettore, il Signore non ha mai promesso protezione contro la sofferenza! Nella vita di ogni giorno, sperimenteremo grandi delusioni umane. Ma questo non deve mai indurci a pensare male del Signore. Mai! Egli è con noi!

Non scambiamo la protezione promessa dal male come una protezione dalla sofferenza!

 

Stupendo! Non temiamo il male!

“Il suo cuore è saldo – fiducioso nel Signore” (Sal 112:7b)

 

                                                                          Paul Finch, pastore  


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La Chiesa Evangelica di Ferrara 2009