Archivio articolo 33a
Non tanto “il pensiero per questa settimana” quanto
“Un pensiero per Natale”
Scritta da una Signora presente con noi nel pomeriggio di domenica 5 dicembre
Lei scrive:
“ E’ facile, abituale trovarsi con gli amici di una vita, ma è straordinario scoprire con quante persone nuove si possano condividere dolori, gioie, preghiera e l’attesa della Promessa che si avvererà.
Domenica 5 Dicembre 2010 in comunità, dopo il culto e il pranzo insieme sempre gioioso, il pomeriggio è volato attorno al tavolo che ci ha viste riunite a creare, fra risate, racconti e ricordi le decorazioni natalizie suggerite dal gusto di una sorella dotata di talento e lasciate alla fantasia personale di ognuna; non importava che qualche tentativo fosse maldestro, che gli strumenti si accavallassero, che l’inesperienza rallentasse il lavoro…. Era il momento bello della condivisione di pensieri che continuano a vivere laggiù in fondo all’anima di ogni uomo, magari ricoperti dalla zavorra di altri pensieri insulsi, dalle idee e dagli idoli moderni che rischiano di soffocarli senza riuscirci, relegandoli tra i sepolti vivi della nostra storia. Il pensiero è corso inevitabilmente alle parole del Salmo :
“ Ecco quanto è buono, quanto è piacevole che i fratelli dimorino assieme”
e al ricordo dell’infanzia in cui l’attesa del Natale era scandita dalla gioia di costruire le decorazioni nelle case.
A chi è solo, a chi è deluso, a chi ha una pena diciamo di venire:
troverà accoglienza, condivisione, preghiera.
Lavorare insieme fa riscoprire il gusto delle cose semplici e pulite, la pausa di un silenzio e di un sorriso, la pace e l’amore.
Il Natale non è luci, acquisti, pranzi, incontri spensierati, dobbiamo difenderlo, dobbiamo proteggerlo dall’erosione del tempo, dalle infanzie bruciate, dalle grandezze precoci, dal progresso che uccide la fantasia innocente dei bambini e inaridisce il cuore dei grandi.
Se vogliamo fare Natale andiamo fino a Betlemme.
Il viaggio è lungo, molto più lungo di quanto non sia stato per i pastori, dobbiamo attraversare venti secoli di storia, dobbiamo valicare il pendio di una civiltà che si dice cristiana ma stenta a trovare il sentiero che la unisce ad una povera capanna.
Il viaggio è faticoso, molto più di quanto sia stato per i pastori, dobbiamo abbandonare i recinti delle nostre sicurezze, i calcoli maliziosi della nostra sufficienza, la superbia delle nostre conquiste.
Il viaggio è difficile, molto più difficile di quanto sia stato per i pastori, per noi in cerca di pace ma disorientati da sussurri e grida che annunciano “ salvatori “ da tutte le parti.
E’ un viaggio lungo, difficile, faticoso, dobbiamo compierlo all’indietro, ma è l’unico viaggio che può farci andare avanti sulla strada della gioia.
Mettiamoci in cammino, troveremo Gesù e, con Lui, il bandolo della nostra esistenza redenta, la festa di vivere, il gusto dell’essenziale, la gioia del dialogo, il piacere della collaborazione, la voglia di impegnarci, lo stupore della vera libertà, la tenerezza della preghiera e …..saremo felici davvero. Sarà NATALE ! ”
