Archivio articolo 36

“. . . la mia coppa trabocca. . .”

                                                                                                                Salmo 23:5c

Anche se è passato tanto tempo non mi dimenticherò mai il momento della scoperta di una fontana naturale di acque naturalmente calde in un bellissimo Parco vicino a Verona,. Facevo un giro del Parco quando ad un tratto, lontano dall’osservazione della gente distesa sui prati verdi, notai un piccolissimo flusso di acque che scendeva il pendio scavando un solco nell’erba. Seguendo il tracciato risaliì ad una fonte di acqua che emergeva con una forza propria da una fonte di circa mezzo metro di diametro di larghezza. Non si trattava di un pozzo. Non c’era un buco profondo. C’era semplicemente una piccola area dissestata nel prato dal quale sgorgava l’acqua limpida che poi scorreva giù per la discesa. Non c’era una fonte visibile – meno che mai un rubinetto – ma l’acqua fuoriusciva e non si fermava mai!

 

Con delle improvvisazioni cercai di fermare l’acqua. Misi dei sassi sul punto da dove sembrava venire l’acqua, ma continuava a fuoriuscire. Cercai di creare una diga che potesse formare una piccolissimo bacino di acqua che con il peso dell’acqua, ne avrebbe fermato il suo flusso. Ma niente da fare! L’acqua che irrompeva in superficie per poi incanalarsi e fluire giù per la leggera discesa aveva una forza che la rendeva impossibile a fermare.

 

Restai a guardarla per tanto tempo. Non c’era un modo per fermarla! Non c’era una fonte visibile all’occhio. Per caso, avevo trovato qualcosa che non avevo mai vista in vita mia – una fonte di acqua che era inesauribile. Nulla la poteva bloccare. Con una naturale forza irresistibile, questa acqua emergeva con una forza ed insistenza dal sotto suolo e non poteva essere fermata.

 

La gioia del salmista riflette la pienezza di una fonte simile a quella che avevo trovato. Gustando le benedizioni che il Signore elargiva, capiva di attingere ad una fonte che non si prosciugava. . . “la mia coppa trabocca”.

 

Non è questo ciò che il Signore sempre promette? Non è vero che Egli, essendo Dio, non potrebbe mai promettere meno?

 

Quando, ad esempio, Gesù promise ai suoi discepoli: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni sino alla fine dell’età presente”(Nuovo Testamento, Vangelo di Matteo 28:20), prometteva qualcosa che aveva un limite di tempo e spazio?

 

Oppure quando Gesù diceva alla donna samaritana: “. . . chi beve dell’acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d’acqua che scaturisce in vita eterna ” (Gv 4:14) parlava di qualcosa che aveva un rubinetto o di qualcosa che aveva limiti di soddisfazione? Assolutamente no!

 

Ovunque, nelle nostre Bibbie, dove leggiamo che il Signore benedice, non è con un senso di un dono circoscritto con dei limiti indicati dalla frase: “fino ad esaurimento delle scorte”!

 

Questo è il privilegio di ognuno che entra in un rapporto con il Signore . . . lo scoprirà come il Dio dell’eternità, dell’onnipotenza, dell’onniscienza ed anche dell’onnipresenza dove le tre lettere ‘onn’ rappresentano “Ogni”. La fonte dalle quali scaturiscono le sue benedizioni è inesauribile ed è di questo che parla Davide a questo punto nel salmo.

 

Caro lettore – impariamo a vivere di una scorta che non finisce mai e non poniamo limiti (nostri!) alla sua generosità!  

Paul Finch, pastore

 


About | druckversionPrint Version | Sitemap
La Chiesa Evangelica di Ferrara 2009