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La Musica Gospel degli schiavi americani è attualissima - aprile 2011

 

“Where you there when they crucified my Lord”

“Eri lì quando crocifissero il mio Signore?”

 

A Pasqua non esiste solo il venerdì santo . . . c’è anche la domenica della Risurrezione

 

Leggete come questa semplicissima canzone spirituale degli schiavi neri nei campi delle piantagioni americane coglie tutta la ricchezza attuale del Vangelo di Gesù Cristo per ognuno!

 

“Were you there when they crucified my Lord?

Eri lì quando crocifissero il mio Signore? (x2)

Talvolta questo mi fa tremare, tremare, tremare,

Eri lì quando crocifissero il mio Signore?

 

2. Were you there when they nail Him to the tree

Eri là quando lo appesero all’albero?

 

3. Were you there when they pierced Him in the side

Eri là quando lo ferirono al fianco?

 

4. Were you there when the sun refused to shine

Eri là quando il sole si rifiutò di splendere?

 

5. Were you there when they laid Him in the tomb

Eri là quando lo misero nella tomba?

 

6. Were you there when the rolled away the stone

Eri là quando rotolarono via la pietra?

 

7. Did you know He is risen from the dead,

Sapevi che è risorto dai morti? (x2)

Oh, talvolta vorrei gridare ‘gloria, gloria, gloria!’

Sapevi che è risorto dai morti!

 

Gesù non solo morì . . . ma risorse gloriosamente!! C’è il venerdì della croce, ma c’è anche la domenica della tomba vuota ed il peccato, che era il motivo principale della venuta di Gesù fu definitivamente sconfitto! Gli schiavi lo sapevano e ne cantavano con queste parole semplici ma precisi ponendo la domanda: “C’eri tu là?”

 

Gli “spirituals” non erano canti per dei solisti . . . ma soprattutto dei canti per tutti

 

Averlo cantato in forma di domanda costituiva un invito caloroso al prossimo! Gli Spirituals, una musica che spesso nasceva nei campi, chiamava tutti a partecipare. Anche chi non credeva! Forse c’era la voce di chi lo conduceva, ma lui (o lei) invitava tutto a rispondere.

 

 

 

 

Gli “spirituals” non solo parlano de ‘il’ Signore . . . ma del ‘mio’ Signore

 

E’ per questo che, anche quando a distanza di secoli noi li cantiamo, sia la melodia lenta e ritmata, che l’uso della parola ‘mio’ ci coinvolge ed invita ognuno alla la partecipazione. Non si cantava come se si potesse anche fischiettarlo con aria disinvolta. No. Cristo era morto per ‘me’ e questo fatto mi fa tremare! .

 

Quale sarà la ‘mia’ risposta al messaggio del Vangelo?

 

Caro lettore, anche questa Pasqua 2011 quando ci ricordiamo che Gesù è morto ed anche risorto, la domanda di questa canzone può avere una risposta positiva! Felicità più grande non c’è quando ringrazio il Signore per essere morto per me! La festa della vita, che durerà per l’eternità, può cominciare anche ora!

 

Paul Finch, pastore


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