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“. . . ma i farisei ed i dottori della legge, non facendosi battezzare da lui,

hanno respinto la volontà di Dio per loro” Luca 730

 

Leggo con profonda commozione questa dichiarazione nel Vangelo di Luca. Significa che queste persone, le più istruite, religiosamente parlando, dell’epoca, respinsero le verità riguardante  Cristo.  Avevano ogni possibilità di conoscere il Salvatore, eppure preferivano i loro vecchi schemi di pensiero.

E’ simile ad un mio comportamento nella parabola che segue.

 

Regolarmente arrivavo ad un palazzo a Milano dove, per salire al sesto piano, non utilizzavo mai l’ascensore. Con il mio pesante zaino sulle spalle, facevo finta che non c’era e, scalino dopo scalino, salivo lentamente verso l’appartamento al sesto piano.

 

Nella parabola immaginaria che vorrei proporre , devo salire al settimo piano. Entro nell’ immenso edificio e nel vano scale, trovo Gesù che mi invita a salire con l’ascensore. Ovviamente, io non accetto. “Io sono abituato a salire a piedi!” gli rispondo!

Però, al primo piano ritrovo Gesù che mi ripete il suo invito a salire con l’ascensore. Di nuovo, però, gli  assicuro che sono molto pratico di questo edificio e che posso salire, anche con lo zaino, senza il suo aiuto. Con un pizzico di arroganza ed orgoglio continuo a salire.

Al secondo piano, alla mia totale sorpresa, di nuovo trovo Gesù e l’ascensore pronto.  “Entra Paul”, mi dice, ti porterò io al settimo piano” . Annuisco con un cenno di riconoscenza ringraziandolo per la sua gentile premura, però, gli dico:

“ Sa, non è un problema. L’ho fatto molte volte e senz’altro mi fa anche  bene.”

Quando arrivo al terzo piano e lo trovo di nuovo con il suo sorriso e caloroso invito, mi fermo  per ringraziarlo per il suo pensiero, per le sue continue e ripetute offerte. Ribadisco la mia volontà di mantenere la mia abitudine e salire con le mie forze.

‘ Gli ascensori’, penso fra di me, ‘sono per le persone anziani e le persone che ne hanno bisogno – non per me!’  E continuo a salire con le mie forze!

Al quarto piano è Gesù ad essere più diretto con me! Non solo ripete il suo invito ma aggiunge:  “Paul,  c’è un solo modo per salire al settimo piano ed è con l’ascensore. Entra.”

Mi conosco e so che gli rispondo ancora con gentilezza ma di nuovo riaffermo che nonostante il fiato grosso ce la farò da solo. Lo zaino è pesante e lo sforzo si fa sentire, ma mi sono abituato. Con un sentimento di soddisfazione personale per il mio andamento proseguo ancora e rifiuto il suo invito.

 

Al quinto piano, quando   trovo ancora Cristo che, sempre più appassionatamente mi implora di entrare e salire al settimo piano con l’ascensore, mi sento un po’ irritato. Lo informo che il mio medico vede di buon occhio la mia abitudine di salire le scale ignorando gli ascensori.  Con garbo lo ringrazio per la sua continua insistenza, ma persevero con il mio piano di salire al settimo piano da solo.

Non capisco la sua strana insistenza, ma io so di avere il mio piano di vita e niente lo cambierà!

Quando arrivo al sesto piano (con la speranza di non trovare più Gesù che sotto sotto mi infastidisce) vorrei non vederlo ma Egli mi blocca.

 “Paul, te l’ho detto,”

dice con cortesia ma fermezza,

“c’è che un solo modo per salire al settimo piano. Devi entrare nell’ascensore.

 Entra.

Ti porterò io dove devi arrivare.”

Però, mi conosco. Conosco la mia celata arroganza e con un dolce sorriso Lo informo che vorrei la soddisfazione di arrivare al traguardo senza nessun aiuto. Lo assicuro che vorrei portare a termine il mio progetto e arrivare al settimo  piano come mi ero prefisso. Lo ringrazio ma Lo respingo. Proseguo con determinazione le ultime due rampe per arrivare al settimo piano.

 

Solo che, arrivando al settimo piano trovo tutto chiuso. Non solo non c’è  Gesù con l’ascensore, ma ogni lato è chiuso, una sorta di scatola chiusa con ogni parete fatta di specchi.

A destra vedo solo me stesso. In avanti vedo solo me stesso, ed a sinistra pure. A quel punto mi ricordo delle sue parole:

“C’è un solo modo di salire al settimo piano ed è con l’ascensore.”

Perciò mi accingo di tornare indietro. Solo che non posso. L’accesso al vano scale è pure chiuso con un altro specchio.

Non c’è uscita.

Sono in una scatola chiusa con solo me stesso!

E’ solo una parabola, ma è fin troppo vera di me. Quanto respingo Cristo per seguire i miei piani e programmi di vita!

Era questo che facevano i farisei ed i dottori della legge. Nonostante gli inviti di Cristo,  Lo respinsero! !

Caro lettore, non disprezzare le parole di Cristo. Egli non scherza. Il Suo invito è reale e non durerà per sempre.   

C’è un solo modo di arrivare in alto e non è con le nostre forze!!!

                                                                Patore Paul Finch


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La Chiesa Evangelica di Ferrara 2009