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“Il Vangelo del Levitico”

 

Quale insolito titolo per il terzo libro della Bibbia!  Infatti, quando chiesi a tutti di cercarlo nella Bibbia mi guardarono con facce smarrite.  Non avevano mai sentito di un Vangelo così nel nuovo testamento, e nel vecchio c’era solo il libro nominato “Levitico”. Eppure, leggendolo e studiandolo mi convinco sempre di più che non è un titolo che travisa il significato o tradisce la parola di Dio. Anzi – coglie degli aspetti che non avremmo mai pensato!

 

Nel primo libro della Bibbia, la Genesi,  leggiamo della chiamata di Abramo e la graduale formazione di Israele come prolungamento della sua famiglia. I nomi ci sono familiari: Abramo, Isacco, e Giacobbe che diventerà il padre di Israele.

 

Il secondo libro della Bibbia narra come il raggruppamento familiare diventa nazione – il popolo di Dio.  Liberato dall’Egitto, al monte Sinai, i discendenti di Giacobbe entrano in un patto con il Signore e ricevono la Sua legge.  Non solo.  Ricevono, nella seconda parte del libro, tante istruzioni su come adorare il Signore, l’unico vero Dio. Le istruzioni per la preparazione del Tabernacolo sono dettagliate e tutto il popolo collaborerà alla sua fabbricazione. L’ultimo capitolo del libro è una stupenda descrizione del primo culto nel tabernacolo con il gran finale  a sorpresa quando il Signore stesso appare confermando la sua gloriosa approvazione alla loro obbedienza.

 

Il terzo libro, questo libro “Levitico” , che facilmente viene denominato come un libro di legge, inizia con la descrizione di 3 sacrifici che vengono offerti con una certa spontaneità al Signore, e che permettono a tutti di accedere a Lui.  Egli non è più il Signore che si rivelava solo in qualche occasione ad Abramo oppure a Mosè in un cespuglio.  Non è ancora il Signore che vieta al popolo di salire sul monte di Sinai perché è una presenza terrificante (Mosè disse sono tutto “spaventato e tremo”, Ebrei 1221).

Con semplici istruzioni relative a 3 tipi di sacrificio:

 quelli dell’olocausto

 quello delle offerte

 quello di riconoscenza

il popolo può accedere al Signore, di iniziativa propria sapendo di non morire ma di essere accolto.

 

Non è questo il grande privilegio del Vangelo?

Il Nuovo Testamento non parla di Gesù come il sacrificio che ha aperto la via di accesso a Dio?  Cristo non era, nelle parole di Giovani Battista:

 “L’agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo”? (Giovanni 129)

 

 

 

Se nel libro di Levitico chi offriva il sacrificio doveva imporre le mani sull’animale che veniva offerto, non è questo la confessione di ognuno che si battezza perchè dice al mondo intero che si battezza “. . . in Cristo? “ (Galati 327)

 

E’ vero che il terzo libro della Bibbia non porta il nome “Vangelo”, però di fatto, il contenuto è pieno del privilegio di chi gusta il Vangelo. Dio non è più lontano.  E’ il Signore che ha aperto una via di accesso alla Sua presenza.  

 

Mentre nei primi 3 capitoli di Levitico con la frase  

“. . . un sacrificio di profumo soave: consumato dal fuoco per il Signore”

(19,13,17 22,16 35)

leggiamo di sacrifici che erano ben graditi al Signore, altrettanto, nel Nuovo Testamento, nel libro degli Ebrei, leggiamo come il Padre accoglie gloriosamente il suo figlio al momento dell’ascensione:

“. . . dopoaver fato la purificazione dei peccati si è seduto alla destra della Maestà nei luoghi altissimi” (Ebrei 13)

        

“Il Vangelo di Levitico” anticipa il grande tesoro che ognuno può ricevere in Gesù Cristo!

                                                                       Pastore Paul Finch


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