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 Le 3 chiavi della libertà

 

“Niente da nascondere – niente da dimostrare – niente da temere”

 

Chi formulava queste 3 bellissime chiavi della libertà era  un uomo nato nei sobborghi di Londra. Ragazzo sbandato, spostato da un orfanotrofio all’altro, Patrick cominciò a fumare, bere, e scivolare sulla strada del non ritorno. Non vedeva  futuro per se. Eppure, in modo incredibile, all’età di 17 ci fu l’incontro determinante con Cristo e la liberazione dalle condizioni pietose in cui aveva cominciato la sua vita. Oggi, a distanza di più di 50 anni, nonostante sia diventato  un rinomato professore di letteratura antica e lingua giapponese in una prestigiosa università britannica, non cambia messaggio.  

 

La libertà in Cristo è talmente grande che ovunque uno sia, in qualunque condizione si trovi, con la sua nuova vita in Cristo,  vanta un sorriso ed un cuore incoraggiato perchè, come ama ripetere: “Non c’è niente da nascondere, niente da dimostrare, e niente da temere”.

 

Io non potrei riassumere meglio lo scopo dei sacrifici elencati nei primi 7 capitoli del libro di Levitico.

Nei primi 3 capitoli, i sacrifici  riaffermano costantemente che

 

“quando qualcuno. . .” (Lv 11 , 21 , 31) mette in pratica le istruzioni spiegate nel testo,

offre “. . . un sacrificio di profumo soave. . .”  al Signore(Lv  19, 13,  17 , 214 , 35, 16 ).

Non deve più nascondere niente!

Organizzandosi per offrire al Signore l’appropriato sacrificio, sa di ricevere l’approvazione di Dio.

E’ accolto alla presenza dell’Eterno e non c’è niente da nascondere!

 

Altrettanto si può dire dei sacrifici dei capitoli 4-5 di Levitico.  Quando il sangue dell’animale è offerto ed il sacerdote porta il sangue dell’animale proprio alla presenza del Signore aspergendo “. . . quel sangue sette volte davanti al Signore di fronte alla cortina del santuario . . . il suo peccato gli sarà perdonato” (46 e 26).

Quale libertà fantastica è questa!

Si è reso conto della propria situazione, delle proprie dipendenze, della propria disperazione e quando viene al Signore come indicato in questi due capitoli, quale sollievo c’è! Il peso della colpa si scioglie come il vapore sul parabrezza gelato. E’ un uomo (o una donna!)  libero dai mali che aveva compiuto e viene perdonato da Dio in modo irrevocabile.

E non deve dimostrare niente a nessuno!

 

E, come se volesse sottolineare queste immense novità,

il Signore nelle sue istruzioni a Mosè in capitoli 6-7, fa presente che di alcuni sacrifici specifici “. . . chiunque è puro ne potrà mangiare.” (Lv 720)

 

In generale è isolo il sacerdote che può mangiare i sacrifici, però è bellissimo scorgere le occasioni in cui il pentito, avendo offerto il suo sacrificio in modo giusto, è invitato di restare nel tabernacolo per più tempo e di nutrirsi del sacrificio insieme al sacerdote.

 

No, non c’è più niente da temere!

Non deve temere il Signore che lo ha accolto e con lo stesso cuore libero da ogni senso di colpa, può affrontare ognuno e la vita stessa.

 

Mi chiedo: “Quanti di noi vivono  questa libertà e questa pienezza?”.

 

Quanti hanno segreti piccoli e grandi che nascondono nel profondo della propria coscienza?. Molte volte sono cose che non vogliamo che nessuno sappia. C’è la vergogna sociale di episodi vicini o lontani che saremmo imbarazzati ad ammettere e tiriamo avanti con il peso della colpa che consuma tante energie nell’opera di repressione che ci imponiamo 24 ore su 24!

 

E quanto volte questo brutto gioco di ‘nascondino’ è motivato dal volere dimostrare una facciata  assunta ma nient’affatto vera. Sapendo il vero stato della nostra condizione davanti a Dio, seppelliamo ogni richiamo della nostra coscienza e mettiamo delle maschere per fare vedere a tutti i costi agli altri che contiamo e siamo  persone ‘perbene’!

 

Non credo che ci siano lacrime più belle di quelle che si sprigionano da chi rinuncia alla sua facciata, alla sua immagine, ed abbandonando ogni timore di ciò che altre persone possono pensare, apre la sua bocca per confessare cose inimmaginabili. Questa è un’opera profonda dello Spirito, ma quando avviene, ed il sangue di Cristo lava la coscienza dalla sua sporcizia,  la gioia, la libertà, la pace, la nuova speranza di una vita dove non c’è niente da nascondere e dimostrare è fantastico. Davvero ogni timore scompare e l’effusione di amore nel quale siamo avvolti non solo invade la persona ma produce una liberazione che non può essere contenuta. Tutti lo sanno!

Caro lettore, sia nell’antico che nel nuovo testamento – la via della salvezza è tangibile! Contattateci per parlarne ulteriormente

perché non c’è niente da nascondere, dimostrare o temere!

 

Pastore Paul Finch


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La Chiesa Evangelica di Ferrara 2009