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“Poiché questa è la volontà del Padre mio:

che chiunque contempla il Figlio e crede in lui, abbia vita eterna:

e lo risusciterò nell’ultimo giorno.”

Vangelo di Giovanni 640

 

Eravamo rientrati con grandissima urgenza dagli Stati Uniti perché mia moglie aveva un’emorragia in atto. Ci fu dato un permesso di volare e rientrare in Italia, ma l’ordine del chirurgo americano era molto chiaro: “Trovate un chirurgo che possa operare tua moglie immediatamente. Io non lo posso fare.  Negli Stati Uniti c’è solo una manciata di chirurghi capaci di un simile intervento, però sicuramente in Italia c’è.  Cercalo!”

 

 Eravamo in agosto e nel pieno delle vacanze.  Come si fa a trovare l’ago nel pagliaio?  Dopo aver consultato il nostro medico di famiglia, andammo ad un centro altamente specializzato per una consultazione.  Il chirurgo subito capì la gravità della situazione in atto e disse: “chi fa per voi è a Milano”, e subito uscì per telefonargli.  Poiché non riuscì a rintracciarlo, si mise a scrivere una lettera da portare a mano, di nuovo con istruzioni brevi ma precisi: “trovate dott. Azzarelli.  E’ lui il medico che può intervenire in casi come questi.”

 

Il proseguimento della nostra storia è tanta bello quanto lungo, ma può essere sintetizzato brevemente. Anche a distanza di 12 anni me la ricordo con profonda commozione e gratitudine.  Non solo riuscimmo a trovarlo (non era in vacanza!) ma con il suo collega fece un intervento della durata di 6 - 7 ore ai limiti delle possibilità umane salvando la vita di mia moglie.

 

Il versetto sopra ha lo stesso sapore di urgenza e di unicità.  Ai tempi di Gesù c’erano tanti sacerdoti, tanti insegnanti della legge, tanti che avrebbero potuto indirizzare chi volevano  verso Dio.  Ma Gesù sapeva di essere lui stesso l’unica fonte di salvezza.  Non demandava la ricerca della gente ad altre persone. Sapeva che “chiunque contemplava il Figlio”, cioè Lui stesso, avrebbe avuto la gioia incredibile della vita eterna.

 

La nostra società moderna non ha più questo tipo di soluzione unica.  Invece del piccolo negozio all’angolo, ora c’è il supermercato.  E tutti ci vanno perché:  “c’è più scelta”.  Infatti, se dal negoziante all’angolo c’erano due marche di un certo prodotto, si può essere sicuri di trovarne  decine ormai.  Siamo abituati ad avere una grande scelta.  Però, quando giungiamo a questioni vitali, quelle mediche ad esempio, il numero delle scelte si riduce drasticamente e nel nostro caso ad una!

 

Eppure, questa scelta non è povera perché singola ed unica. Quando leggiamo di Gesù Cristo nell’ultimo libro della Bibbia, Apocalisse, leggiamo della sua apparizione in un momento (capitolo 5) in cui non si trovava nessuno che

“…era degno di aprire il libro e di guardarlo”.

 

Davanti alla triste constatazione che si era senza soluzioni

“…uno degli anziani mi disse: Non piangere; ecco il leone della tribù di Giuda . . .ha vinto per aprire il libro. . .”.

 

E la scena che segue è di una portata immensa  perché  è tutto il cielo a fare festa a Gesù Cristo, l’agnello che era morto ma è risorto, per trionfare sul peccato ed il male.

 In tutta la Bibbia non ci sono tante vie di speranza e di salvezza.  Ce n’è una sola, continuamente ripetuta!  Quando Israele, uscito dall’Egitto , si trovò davanti al mar Rosso avrebbe voluto più vie di uscita ma ce n’era solo una – attraverso il mar Rosso aperto dalla potenza di Dio.

Quando Gesù fu in terra Satana lo tentò offrendogli

“tutti i regni del mondo e la loro gloria” (Vangelo di Matteo 49).

 

Gesù doveva solo inchinarsi davanti a Satana ed adorarlo. Ma Gesù sapeva che c’era un solo percorso per giungere a Dio e disse :

“Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi il culto”

 

Caro lettore, questa unicità di Cristo non è una  falsa strettoia . E’ davvero l’unicità della verità, come il medico, se è un vero medico, non può fornire 3 o 4 versioni della malattia. A noi non piacerebbe  sentire un medico dire  come diagnosi: “Beh, forse potrebbe essere. . . ma d’altra parte si potrebbe pensare a . . . oppure si potrebbe ipotizzare che. . .”. Assolutamente, no. Vogliamo sentire un giudizio certo, chiaro, preciso (anche se infausto!) in modo di poter sapere cosa si può fare.

 

Gesù disse di contemplare Lui e di credere in Lui. E chi lo fa non sarà mai deluso. Come l’episodio della guarigione di mia moglie aveva una sola soluzione, anche noi, nella vita, per uscire dalle nostre crisi , abbiamo solo una soluzione – credere nel Signore, nella Sua parola, e metterla in pratica!

                                                   Pastore Paul Finch


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La Chiesa Evangelica di Ferrara 2009