Presentazione di un libro "Di dislessia non si muore"       2014                 

 Il 19 settembre, nella splendida cornice della Biblioteca Ariostea di Ferrara, si è tenuto un incontro pubblico per la presentazione del libro “Di dislessia non si muore” (A. Baldi, ed. Uomini Nuovi).

L’iniziativa ha visto al tavolo dei relatori l’autrice Adele Baldi, con la partecipazione di Massimiliano Urbinati, Dirigente dell’Istituto Comprensivo Dante Alighieri di Ferrara e di Laura Negrini, vicepresidente di SOS Dislessia Onlus.

In sala erano presenti molti insegnanti, genitori e cittadini a vario titolo interessati all’argomento delle difficoltà specifiche di apprendimento.

Dopo una breve presentazione di Paul Finch, pastore della Chiesa Evangelica CERBI di Ferrara che ha promosso l’evento, la parola è passata all’Autrice, che ha illustrato come l’opera sia il “diario di un percorso d’amore”, e non una “guida” alla soluzione delle difficoltà di apprendimento. Il suo racconto, scritto in uno stile vivace e autoironico nonostante l’importanza del tema trattato, ha ripercorso le vicende personali e famigliari, ed è stato arricchito dalla proiezione di vignette e dalla lettura di alcuni brani significativi che hanno emozionato e avvinto gli uditori.

Massimiliano Urbinati ha continuato con l’apprezzamento della dimensione umana del libro, affermando che senza il “cuore” i problemi non si risolvono.  Infatti le varie agenzie educative non devono solo occuparsi delle tecniche, ma anche del profilo etico dell’educazione. Uno speciale ringraziamento all’Avv. Ugo De Nunzio (presente tra il pubblico), membro del Lions Club,  che nel territorio rappresenta un punto di riferimento, con il progetto denominato “Una scuola per tutti – tutti per la scuola”.

Laura Negrini, impegnata da 10 anni con uno sportello sui problemi di dislessia, ha portato la sua esperienza sia come genitore che come vicepresidente di SOS Dislessia Onlus, un ruolo il suo molto delicato, in quanto entra nei problemi delle famiglie, cercando di accrescere la consapevolezza sociale del problema e di promuovere nelle istituzioni le risposte adeguate.

Al termine è stato dato spazio alle domande del pubblico che non sono mancate. In conclusione, si può affermare che la città di Ferrara ha vissuto un momento importante della sua vita sociale e culturale. 

 


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