Scuola laica: diritto allo studio e alla libertà religiosa

 

Il rapporto tra scuola, laicità e presenza della religione cattolica è stato l’argomento trattato alla tavola rotonda organizzata a Ferrara il primo febbraio dall’UAAR, a cui hanno partecipato il Mons.  Vittorio Serafini, Direttore del servizio diocesano IRC, la dottoressa Paola Lazzari, insegnante di IRC, Roberto Grendene, Segretario nazionale UAAR e Lidia Goldoni (Comitato Insegnanti Evangelici in Italia). 

Prendendo spunto dai recentissimi episodi che hanno visto gli assessori del Comune consegnare alle scuole dei crocifissi e un dirigente scolastico organizzare una messa in orario scolastico, la giornalista Tania D’Ausilio ha rivolto ai partecipanti domande riguardanti le questioni sempre attuali degli atti di culto, dei simboli religiosi, dell’ora alternativa, degli insegnanti di IRC, con tutto il corredo di violazioni sistematiche della laicità che li connotano e che rendono la scuola statale un luogo inospitale per chi non si riconosce nella religione cattolica romana. 

Dopo che Roberto Grendene e Lidia Goldoni hanno espresso la loro opinione in merito, ossia che la messa a scuola e i crocifissi imposti dal Comune sono gravi atti di violazione dei diritti, è stato sorprendente ascoltare dalla bocca dei rappresentanti cattolici che erano pienamente concordi, ma quando è stato chiesto loro di aderire a un atto formale di protesta, le loro parole si sono fatte confuse e poco comprensibili. 

Anche riguardo all’ora alternativa tutti hanno convenuto, seppure con alcune riserve, che sia uno strumento utile a tutelare i diritti di chi non si avvale dell’IRC, anche se non risolutivo del problema. 

Riguardo agli insegnanti di IRC e al fatto che godono di un trattamento diverso rispetto agli altri insegnanti (posti riservati in concorso, idoneità concessa dal Vescovo), cosa che configura una pesante ingerenza vaticana in un concorso pubblico statale, da parte cattolica si sono fatte orecchie da mercante. 

La rappresentante degli insegnanti evangelici ha inoltre precisato che, anche togliendo l’IRC dal curricolo scolastico, cosa auspicata pure dall’UAAR, non si può eliminare la religione dalla scuola perché fa parte della dimensione umana, ma va vissuta in una cornice laica, che garantisca al pluralismo delle convinzioni l’eguale rispetto e il pari trattamento. 

Il dibattito è stato vivace e interessante e ha posto le basi per la continuazione del confronto a tutti i livelli, come gli organizzatori hanno auspicato.

Alfonso Sciasci